La Teatroterapia

Nell’approccio gestaltico, esistenzialista e fenomenologico, la messa in scena è ricerca di qualità dell’esperienza e quindi della vita, e permette allo sperimentatore di articolare un linguaggio, in questo caso comportamentale, con cui costruire la sua quotidianità relazionale senza essere appesantito dalle coazioni di una comunicazione rimasta a un livello scolastico e generalmente non creativa. Qui il mondo interno si considera una molteplicità, che prende forma come sintomo, compromesso o sintesi a seconda della capacità o meno della persona di creare un contenitore comportamentale con lo spazio necessario per contenere le varie istanze in gioco: la ricerca e la sperimentazione si muovono così su un piano che ha funzionalità psichica, quella di contenere appunto più spinte emozionali con- temporanee, e allo stesso tempo cerca valore attraverso il processo creativo, muovendosi verso sintesi etico estetiche che portano qualità̀ nella vita.

(...) Si tratta di una ricerca comportamentale che non è indirizzata alla scoperta di una verità̀ (il comportamento giusto, adatto, sano, ecc.) ma al rivelarsi della multiformità della realtà, che in questo modo appare agli esseri umani come una molteplicità di forme, di cui ognuno può disporre a suo piacere per costruire frasi comportamentali funzionali a un’espressività soddisfacente ed eventualmente dotate di valore etico, secondo le intenzioni della persona stessa.

(...) Lo psicoterapeuta aiuta le persone a trovare una vita di qualità, e la drammatizzazione è una maniera di sperimentare: la persona mette in scena ciò che non gli è piaciuto nella vita, e sperimenta come avrebbe potuto fare altrimenti. Serve pazienza e coraggio, e anche gli altri, perché non si può fare drammatizzare da soli, o se si può, con gli altri è più facile. Ci vuole il coraggio di lasciare l’idea che io sono il mio comportamento: gli attori famosi spesso non accettano il ruolo del cattivo, perché vogliono proteggere un’immagine eroica di sé.

 

(...) Il problema è che, per conoscere il sapore di altri comportamenti li si deve sperimentare, e non si può sperimentare in famiglia o a scuola. Con gli amici poi è ancora peggio, gli amici sono quelli che hanno meno pazienza con i comportamenti strani. (...) Un posto dove si esercita la drammatizzazione è la psicoterapia. La gente va in psicoterapia perché ha una vita di poca qualità, e la situazione più tipica è la depressione, che non è semplicemente una mancanza di significato: la persona distingue perfettamente una parete da una porta, ma il problema è che la vita non ha senso, non ha sapore. (Paolo Quattrini-Psicodrammatizzazione)