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Programma IV edizione Festival - Convegno di Arti e Gestalt

 Per una nuova educazione: sentire e pensare tra arte e scienza

 

PROGRAMMA DEL FESTIVAL

Domenica 17 novembre (10.00-19.00)

Sede: Fondo Arti e Gestalt Via del Guarlone 67/a Firenze

Il Lavoro con il sogno in Gestalt - Workshop con Fernando De Lucca (direttore Istituto Encuentro Uruguay)

100 euro per la giornata, 50 euro per gli iscritti al convegno

 

Martedì 26 novembre (19.00-22.30)

Sede: Fondo Arti e Gestalt Via del Guarlone 67/a Firenze

L’inganno che svela - Workshop con Alessandra Petrone

Riservato agli iscritti al convegno

 

Mercoledì 27 novembre (20.00-22.00)

Sede: Fondo Arti e Gestalt Via del Guarlone 67/a Firenze

L’espressione come comportamento - Serata di sensibilizzazione gratuita con Paolo Quattrini

Incontro aperto

 

Giovedì 28 novembre (19.00-22.30)

Sede: Fondo Arti e Gestalt Via del Guarlone 67/a Firenze

Diversi e uguali, uguali e diversi - Workshop con Anna Ravenna

Riservato agli iscritti al convegno

 

Venerdì 29 novembre (9.00-16.30)

Sede: Antico Spedale del Bigallo (Bagno a Ripoli – FI)

Da Homo Sapiens a Homo Felix - Workshop con Armando Punzo

Gratuito per gli iscritti al convegno

 

Venerdì 29 novembre (11.30-14.45)

Sede: Fondo Arti e Gestalt Via del Guarlone 67/a Firenze

Educarsi alla bellezza – Workshop – TLON, Maura Gancitano e Andrea Colamedici

Gratuito per gli iscritti al convegno

 

Venerdì 29 novembre (18.00-20.00)

Sede: Fondo Arti e Gestalt Via del Guarlone 67/a Firenze

Presentazione del libro di A. Punzo: “Un’idea più grande di me”, Luca Sossella Editore, 2019 - Conversazioni di Armando Punzo con Rossella Menna

Incontro aperto

 

Sabato 30 novembre-Domenica 1° dicembre

Sede: Antico Spedale del Bigallo (Bagno a Ripoli – FI)

IV Convegno di Arti e Gestalt. Per una nuova educazione: sentire e pensare, tra arte e scienza
 

PROGRAMMA CONVEGNO 30 NOVEMBRE-1° DICEMBRE

Sabato 30 novembre

Sede: Antico Spedale del Bigallo (Bagno a Ripoli – FI)

9.00-10.00 Registrazione

10.00-10.30 Apertura Convegno

10.30-11.00 Coffee Break

11.00-13.30 1° turno di 4 workshop in c              ontemporanea

Stefano Pericoli: Qi: energia di vita

Patrizia Menichelli e Alessandra Bedino: Lettere dal Corpo

Valentina Barlacchi: L’espressione è la rivoluzione. Voci dal mondo per una Gestalt in viaggio

Gianni Capitani: Ma come si fa?

13.30-15.00 Pranzo

15.00-17.30   2° turno di 4 workshop in contemporanea

Annarita Zacchi: È tempo che cominci. Laboratorio di scrittura auto narrativa

Paolo Quattrini: Emozioni e comportamento: l’Io

Marialisa Pinori e Mirko Filippi: Raccontarsi attraverso lo strumento del fumetto

Shobha Arturi: Gestalt in movimento: corpo, relazione e trascendenza

17.30-18.00 Pausa

18.00-19.30 4 Gruppi di incontro

1/ Lo spazio delle domande

2/ Lo spazio per fare rete e progetti

3/ Presentazione Poster: la psicoterapia della Gestalt nella professione

4/ Presentazione Poster: la relazione di aiuto in contesti di cooperative di servizi alla persona

20.00-21.00 Aperitivo-cena (a pagamento) con Hugolini DJ

21.00-24.00 Musica e ballo con Hugolini DJ

 

Domenica 1° Dicembre

Sede: Antico Spedale del Bigallo (Bagno a Ripoli – FI)

9.00-11.30 3° turno di 4 workshop in contemporanea

Claudia Bombardella: La verità della voce

Cecilia Gallia: Il gioco del burattinaio

Pierluca Santoro: La danza delle immagini: tecniche di video narrazione di sé

Gianluca Taddei: Il dialogo emozionale, ovvero l’etica dell’ascolto

11.30-12.00 Pausa

12.00-13.30 Conferenza in plenaria tra arte, gestalt e scienza

13.30-15.00 Pranzo

15.00-16.30 Plenaria finale

 

 

 

Negli spazi del convegno saranno esposte l’opera di Nevea “Questo è un campo nomade”

e l’installazione di Laura Meoni “Sfiorami”

 

 

 

ABSTRACT

 

Fernando De Lucca

Il lavoro con il sogno in Gestalt

La Gestalt è una attitudine verso la vita, una ricerca di conoscenza di se stessi, così come un'intenzione di risolvere il nostro presente e la nostra storia. 

I sogni sono esperienze che possono rendersi consapevoli, rivelando messaggi di come e dove stiamo nella nostra esistenza. Attraverso i sogni possiamo chiudere e trasformare quello che impedisce e ostacola la nostra pienezza.

 

Alessandra Petrone

L’inganno che svela

Democrazia, bellissimo concetto mai visto realmente attuato.

In questo momento l’essere umano è molto distante dalla vera democrazia, anzi sembra che stia arretrando verso una visione che inneggia alla legge del più forte, visione e pratica probabilmente volute e studiate a tavolino.

Ma, “noi” che crediamo nell’essere umano e nella sua bellezza rimaniamo a combattere per un sentire più autentico, per regalare qualcosa di piccolo e prezioso che funzioni da ponte tra le persone e le comunità.

Oggi proveremo forse qualcosa di nuovo, qualcosa che ci scuota per un attimo da un mondo dove la noia può realmente uccidere qualsiasi pulsione.

Faremo ricorso all’arte che da sempre ci regala punti di vista inediti, scorci inaspettati.

Cerchiamo lo stupore, la meraviglia, che talvolta vediamo sui volti dei bambini, e che, attraverso di loro, ci emoziona ancora.

Immergiamoci in qualcosa di inedito per trovare forse l’inaspettato dentro di noi, qualcosa che poi possa uscire allo scoperto.

 

G. Paolo Quattrini

L’espressione come comportamento

Tradizionalmente sono riconosciute solo due maniere di governare il mondo emotivo: o reprimere o agire. In realtà esiste uno spazio intermedio tra un’ipotesi e l’altra che è l’espressione, una modalità di azione che funziona psicologicamente e non combina guai nel mondo esterno.

 

Anna Rita Ravenna

Diversi e uguali, uguali e diversi

È vero che nasciamo al mondo tutti uguali? Se sì, in che senso? Se no, in che senso? Cosa significa evoluzione personale? Da cosa è influenzata? Come con-vivere con 'l'Altro da me' senza trasformare l'incontro in lotta di potere?

Avendo come cornice di riferimento il nostro momento storico contraddistinto dall'incontro di molteplici significative diversità, il laboratorio propone di esplorare uguaglianze e differenze che caratterizzano i partecipanti ed i loro mondi di appartenenza in termini di valori, modalità espressive, scelte... Cultura, visione del mondo, risorse, età, appartenenza di genere..... alcuni dei temi da esplorare esprimendo emozioni e sentimenti che agevolino un incontro creativo con l'Altro. Altro, appunto, in quanto non riducibile a me stesso.

 

Armando Punzo

Da Homo Sapiens a Homo Felix

Quando nel 2016, durante la scena finale di Dopo la Tempesta, Lui e Il Bambino si sono presi per mano e hanno voltato le spalle al mondo di Shakespeare, a quell’affresco di intrighi e trame che volevano tradire e disconoscere come fondamento della loro esistenza, gli spettatori non sono rimasti da soli a contemplare le macerie. Abbiamo immaginato che li abbiano seguiti in quel viaggio di allontanamento da sé, che abbiano attraversato insieme la prima valle, quella della ricerca, e che abbiano incontrato anche loro Funes, l’Uomo grigio, l’Antiquario e tutte le altre meravigliose figure che popolavano il lago di Beatitudo. Dove vanno ora Lui e Il Bambino? La domanda che ci ha tormentato per due anni, prima dell’approdo a Borges, ritorna ora più faticosa che mai.  In questo momento non abbiamo alcuna idea del luogo verso cui stiamo viaggiando, del popolo che incontreremo nella prossima valle. Una sola cosa è certa, che l’approdo che cerchiamo non è né in cielo né in terra, né in un dio, né in un altrove esotico, ma tutto in noi, solo in noi, nella nostra natura, anzi nelle nostre infinite naturae. C’è un mondo intero di qualità che cercano di emergere dal pozzo in cui le abbiamo relegate: Armonia, Letizia, Stupore, Innocenza. Sono le naturae che cerchiamo, ed è intorno a questa ricerca che si svolgerà il laboratorio, per condividere con i partecipanti un viaggio ancora in atto, vero, necessario, che detterà ritmi e forme del lavoro, secondo il modello emerso da oltre trent’anni di teatro con gli attori della Compagnia della Fortezza.

 

Armando Punzo

Un’idea più grande di me. Luca Sossella Editore, 2019.

“Come trovare la forza per affrontare un’esistenza che si dischiude al futuro senza avere nessuna certezza che abbia un senso?

Immagina che ci sia qualcuno che ti sta sognando, in questo momento, e che ti sogna così come tu immagini di poter essere al massimo delle tue potenzialità̀. È tuo compito dare seguito al suo sogno, trovare uno sviluppo. Non credi sia bello pensare che non dipendiamo soltanto da noi e dalla nostra volontà̀ ma anche dai sogni degli altri?”

 

Stefano Pericoli

Il Qi e l’energia di vita

La Natura ci ha fornito un corpo per vivere ed esperire ma soprattutto una energia (che gli orientali chi amano QI) che lo rende vivo, attivo, produttivo. È un dono che spesso non apprezziamo completamente e, considerandola predeterminata, che ci preoccupiamo solo di mantenere. In questo modo guardiamo al passato affinché si perpetui nel presente. Possiamo fare di più! Ovvero possiamo proiettarla nel futuro e, entro certi limiti, incrementarla dandole un potere creativo.

 

Alessandra Bedino e Patrizia Menichelli

Lettere dal Corpo

I sensi ci aiutano a percepire non solo il mondo esterno, ma soprattutto il mondo interno che diviene il protagonista del nostro gioco poetico rovesciato, il corpo che parla mentre noi ascoltiamo. Viaggiare attraverso il proprio corpo con il contatto, i profumi, i suoni ecc.. ci permette di accorgerci, di ricordare, di afferrare per un attimo un’impressione fuggevole, di sentire, di provare un’esperienza speciale e di immaginare. Ci permette di far conoscenza dell'alterità. Un altro modo di conoscere, non come processo cognitivo ma come vissuto soggettivo, non per questo meno 'reale'. Da questo viaggio si torna sempre con un bagaglio di nuove sensazioni, nuove immagini e parole. Nel tempo a disposizione, proveremo ad utilizzarle per dare voce al nostro corpo.

“Il pensare essenziale è, dunque, quello che accade nel cuore e, viceversa, il cuore che aiuta nel mestiere di vivere è quello che pensa". Luigina Mortari

 

Valentina Barlacchi

L’espressione è la rivoluzione. Voci dal mondo per una Gestalt in viaggio

Come esseri umani ci troviamo spesso in territori stranieri anche con chi amiamo e pensiamo di conoscere e là, al confine, alla frontiera, ci parliamo con linguaggi e modalità a volte incomprensibili che ci rendono estranei. La logica personale con cui guardiamo alla realtà diventa spesso un ponte troppo fragile che transita parole e concetti con cui facilmente sembriamo marziani gli uni per gli altri.

Il contatto è un’esperienza da cercare, nel silenzio, nelle pause, nel respiro, nella resa al contatto con la pelle del cuore oltreché del corpo; finché affiorano parole come ponti, con un linguaggio tutto nuovo e inventato, con cui toccare e essere toccati dall’incontro.

Nel sentire del corpo, nell’emozione della voce e nel piacere del gioco ci possiamo riconoscere e la via del contatto può diventare la via della fiducia spesso perduta e molto desiderata.

 

Gianni Capitani

Ma come si fa?

Ci vuole consapevolezza

La consapevolezza è indispensabile però non sufficiente a dare forma ai nostri desideri.

Insieme alla consapevolezza ci vuole l’attenzione.

Mettere l’attenzione sul come cercare di realizzare quello che si vuol fare è il proposito di questo workshop.

Come si trova il dove cercare?

Per esempio ci si chiede: “Che fa un artista?” (Un artista svolge un lavoro, mette alla prova le sue capacità intellettuali e fisiche. Ogni artista è esperto, calcolatore, selettivo; un artista pensa, costruisce, progetta, sceglie, organizza, osserva, è guidato dall'esempio di altri, formula teorie, rischia...)

 

Gianluca Taddei

Il dialogo emozionale, ovvero l’etica dell’ascolto

l workshop si svilupperà tra musica e teatro, parole e suoni, senso e significato, per promuovere un ascolto di sé e dell’altro attento e originale. Improvvisazione sonora e atti performativi si intrecceranno nel Dialogo emozionale, intessuto di relazioni emotive e tecniche espressive.

 

Paolo Quattrini

Emozioni e comportamento: l’Io

Le istanze psichiche sono funzionali alla sopravvivenza: si realizzano concretamente attraverso i comportamenti, che sono il ponte fra il mondo interno e quello esterno e sono quindi gli strumenti che permettono all’organismo di rimanere vivo. Quello che è geneticamente programmato nella specie superiori, fra cui quella umana, non è lo specifico comportamento, ma la capacità di apprendere comportamenti adeguati alle circostanze: apprendendo dall’habitat, la specie ha molte più chances di sopravvivenza.

 

Marialisa Pinori e Mirko Filippi

Immagini di me. Raccontarsi attraverso lo strumento del fumetto

Perché raccontarsi attraverso il fumetto?

Perché questo strumento ha la capacità di trascendere le parole e il suo significato per entrare nel senso di esse.

Tra i tanti modi che l’essere umano ha di raccontarsi il fumetto riesce a stimolare la capacità immaginativa nel senso letterale, cioè la capacità di produrre immagini, pensieri, idee che prima non esistevano, spostando così il punto di vista da una posizione didascalica e descrittiva ad una analogica e aperta a nuove intuizioni.

Il fumetto stimola la capacità di leggere tra le righe e aiuta ad aprire fessure nel muro dietro cui la persona si nasconde e resiste.

Per questo può diventare un buon amuleto con il quale affrontare la terribile esperienza del vuoto.

 

Shobha Arturi

Gestalt in movimento: corpo, relazione e trascendenza

Creare ponti attraversabili fra me e te, relazioni frequentabili e nutrienti, scambi trasformativi, attraverso il corpo e la danza. Trovare ed esprimere ciò che sento con il mio stile e il mio movimento ed essere disponibile a mischiarlo e confonderlo col tuo, per veder nascere un noi imprevisto. Allargando così orizzonti e conoscenze oltre me e te. Imparare trasformandosi.

 

Claudia Bombardella

La verità della voce

È un approccio assolutamente esperienziale in cui si impara a sviluppare la capacità percettiva e pian piano ad accordare il nostro “strumento umano”.

La voce non è che una conseguenza del nostro essere.

Per cui il primo passo è imparare a conoscersi e ri-conoscersi.

Il secondo passo è sviluppare la capacità di entrare in risonanza.

Gli esercizi sono innumerevoli, fisici, vocali, energetici, di percezione interiore ecc. tutti con un comune denominatore: lo sviluppo della nostra capacità di ascolto e stimolo delle capacità creative.

L’ascolto del proprio e altrui suono permette il contatto diretto con la realtà, con le parti più profonde di noi.

Il suono non mente, se sappiamo ascoltarlo.

Il suono ci parla delle nostre tensioni e disarmonie, ci permette di ascoltarle ed affrontarle, di sviluppare nuove modalità di stare al mondo.

Parallelamente alla ricerca e sviluppo personale il lavoro affronta anche la forma musicale, ovviamente a seconda del livello dei partecipanti.

La forma ci mette in contatto con i temi di armonia, tensione, distensione, carica, scarica, movimento, stasi, ecc.

Tutti temi che ritroviamo anche nel nostro quotidiano, ma che nella forma musicale in genere sono perfettamente organizzati da essere benevoli e stimolanti per il nostro sistema.

 

Cecilia Gallia

Il gioco del burattinaio

Creare un nostro burattino, con i materiali più svariati, può svelarci tanto su aspetti nascosti e dimenticati di noi stessi. Quando poi, attraverso la nostra manipolazione, il burattino diventa personaggio e comincia a vivere, ci accorgiamo che “ci ha preso la mano”, vive di vita propria: allora possiamo sentirci trasportati in territori psichici imprevisti e imprevedibili…

Il “gioco del burattinaio”, può diventare una risorsa feconda in un percorso educativo o terapeutico, rivelarsi una chiave per penetrare nel mondo interiore di persone caratterizzate da diverse disabilità, essere utilizzato nella facilitazione del rapporto tra bambino e genitore. Fare esperienza di questa dimensione espressiva e artistica regala emozioni oltre a lasciar intravedere un ulteriore possibile strumento di intervento terapeutico.

 

 

Pierluca Santoro

La danza delle immagini: tecniche di video narrazione di sé

"Davanti all'obiettivo io sono contemporaneamente: quello che io credo di essere, quello che vorrei si creda io sia, quello che il fotografo crede io sia, e quello di cui egli si serve per far mostra della sua arte." R. Barthes

La Foto-Videoterapia è principalmente un campo di applicazione della mediazione artistica finalizzato alla facilitazione dei processi narrativi di una persona nell'ambito di una relazione d'aiuto. In questo ws, l'interesse per l'immagine, sostenuto soprattutto dall'approccio gestaltico, si sposta dalla concezione della ripresa video come testimonianza storica o come specchio a quella di stimolo evocativo dei processi narrativi nel qui e ora della relazione col terapeuta. Il video non è più solo documento storico, ma si trasforma in vero e proprio veicolo emotivo di processi relazionali, amplificatore di uno sguardo sulla realtà del cliente nel momento attuale, non contenuto cristallizzato di una storia passata.

 

Annarita Zacchi

È tempo che cominci. Laboratorio di scrittura auto narrativa

La scrittura, per Vale­rio Magrelli, Poe­sie e altre poe­sie, Einaudi 1996 – come pellegrinaggio del pensiero:

È tempo adesso che cominci

il pel­le­gri­nag­gio serale del pensiero.

(…) Io scruto le parole come dadi

o bestie sacri­fi­cali o uccelli,

e ne con­sulto l’intreccio

e ne misuro l’andare

nel cielo del cervello.

È come chiedere

ed augu­rare il nome

ad ogni notte

da “Poesie e altre poesie” – Valerio Magrelli

 

E per me? Eccomi qui

qui, davanti a che cosa e come (a un foglio bianco, uno schermo…)

sapendo che non avrò mai una risposta –forse una decina o nessuna –e proprio per questo

posso finalmente lasciare e provare

anche la mia momentanea “nullità”

Questo, sì, sarebbe un buon inizio

(di un racconto o poesia, di una piccola utopia)

 

Nelle spazio delle due ore del laboratorio, proveremo a incontrare il nostro rapporto in mutamento con la scrittura, esplorandone alcuni territori: i.Esordi. Nella mappa della propria vita, esplorare l’incontro con la scrittura e con l’atto di scrivere. ii.Fiducia. Condividere le proprie parole scritte, affidarle, disfarsene. iii.Risonanze. Com’è dirle, le proprie parole, e ascoltare quelle degli altri. iv.Un salto fuori. Piccolo esempio di scrittura e natura. Reperire materiali.